Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano ha qui conseguito anche la specializzazione ( cum laude ) in psichiatria nel 1977.

Si è successivamente formato in psicoterapia ad orientamento analitico presso la scuola di Anna Freud ( per circa dieci anni ). E’ stato allievo interno e quindi medico interno, con funzioni assistenziali, presso la Clinica Psichiatrica Universitaria diretta dal Prof. Carlo Lorenzo Cazzullo. Qui è stato incaricato di avviare un’attività di tipo riabilitativo che ha condotto per circa quattro anni inaugurando una modalità di assistenza non ancora presente nel repertorio terapeutico psichiatrico. Successivamente ha ricevuto l’incarico di tutor degli studenti di medicina ed è stato assistente presso la 3° cattedra di psichiatria, fondando con altri colleghi, presso l’Ospedale S.Raffaele di Milano la 1° esperienza nazionale ( la 2° in europa ) di una divisione di psichiatria, in un ospedale, convenzionato con il pubblico che operava seguendo i criteri innovativi della Medicina Psicosomatica e delle Medicine non–Convenzionali ( agopuntura, omeopatia, fitoterapia, psicoterapia ). Da questa esperienza è nata successivamente un’associazione senza fini di lucro ( Riza Psicosomatica ). Fondatori: Gianlorenzo Masaraki e Raffaele Morelli. Questa associazione nel breve volgere di qualche anno ha dato vita ad una rivista mensile ( venduta in tutte le edicole d’Italia ) e ad un’istituto che si occupava di ricerca e formazione. Nel 1983 decide di progredire verso altre esperienze e fonda l’Istituto Riter con l’intento di integrare la Medicina Psicosomatica con l’Antropologia Medica e la cultura dei guaritori orientali. Riceve nel breve volgere di due anni proposte di collaborazione con centri importanti in vari distretti orientali. Innanzitutto il Tibetan Medical Centre di Dharamsala ( India ) dove viene ricevuto personalmente dal Dalai Lama ( premio nobel per la pace ) e concorda con lo staff medico tibetano un programma di apertura e integrazione tra mondo tibetano e mondo occidentale. Viene così inaugurata la prima esperienza di un corso di Medicina Tibetana aperto agli occidentali. Era dai tempi di Galeno ( Gala-non per i tibetani ) 2° secolo dopo Cristo, che non si verificava un incontro di tal genere. La grande stima creatasi in questa occasione ha permesso al gruppo di partecipanti di assistere e di conoscere segreti depositati nel tempo tra queste incredibili montagne. Si è potuto prendere contatto con maestri che vivevano in totale isolamento e che praticavano tecniche meditative che permettevano loro di sopravvivere per lunghi periodi senza cibo o senza indumenti ( in tibetano Ciu-Len e Tumo ) . Tutto ciò è stato possibile grazie ad una perfetta organizzazione e alla lunga preparazione di un gruppo di collaboratori ( uno di questi monaco buddista che parlava perfettamente l’italiano e il tibetano ). Di questa esperienza rimane oltre a numerosi fimati un volume: TIBET Magia e Medicina attualmente introvabile.

Era nata così anche una particolare formula di ricerca e di acquisizione di informazioni. Ogni anno ci si proponeva di studiare una cultura con le sue pratiche di trattamento originali e alla fine ci si recava sul posto a conoscere direttamente questi aspetti, con la collaborazione degli studiosi locali e delle loro università. Le quote del viaggio finanziavano le nostre ricerche oltre ad altre istituzioni. La Lufthansa decise di essere patner organizzativo ed economico del viaggio in Indonesia. Anche in questa occasione fu curata nei minimi dettagli l’organizzazione. Del gruppo di lavoro, costituito ad hoc, faceva parte una psicologa che aveva vissuto per anni in Indonesia e che parlava perfettamente anche i dialetti locali, moglie di un dirigente della Carlo Erba, ci permise di contattare i più importanti esponenti universitari e ricercatori indonesiani. Abbiamo scoperto quanto possa essere realmente magica e terapeutica la natura soprattutto a Bali.

In questo breve escursus non va dimenticata comunque l’India e l’Università di Bombay. Con il Prof. Subhash Ranade abbiamo studiato gli effetti della Medicina Ayurvedica su soggetti occidentali. Ero per metà ricercatore e per metà imprenditore. Ma soprattutto ero libero. Può sembrare singolare ma non facevo altro che amplificare al massimo quella che era sta un’idea del mio maestro Cazzullo. Bisognava nel campo della ricerca, imparare a mischiare le conoscenze, imparare umilmente da tutti quelli che ci possono insegnare qualcosa. E lo scopo principale, che guidava questi interventi era sempre lo stesso capire la mente umana, cosa che non si può fare negli angusti spazi di un laboratorio ma aprendosi al mondo fino a perdersi. Ma torniamo al mio singolare, per alcuni, modo di procedere. Decisi di proporre al direttore di una Rivista della Salute edita da Rizzoli una sorta di scambio di favori io mi sarei impegnato a cercare per la rivista temi inediti concernenti la medicina lui in cambio mi avrebbe permesso di fare ricerca su soggetti volontari che si offrivano per i trattamenti proposti. Nacque così l’iniziativa sulla medicina Ayurvedica di cui il Prof. Ranade era uno dei massimi esponenti, che coinvolse anche un farmacista ( il dr. Riccardo Legnani che, a Milano, fu tra i primi a promuovere le medicine non-convenzionali ). Era un diverso modo di viaggiare e di divulgare le conoscenze scientifiche un diverso modo di curarsi dove doveva trovare spazio la conoscenza di se stessi . E questi contatti con medici e medicine diverse mi hanno insegnato che non c’è una strada unica che ci può curare, ma estremizzando molto, ognuno deve trovare la propria.

Insomma dobbiamo liberarci dai pregiudizi e dalle false certezze.

Rientrato in Italia Gianlorenzo Masaraki ha dato vita a numerose occasioni di incontro sui temi della medicina e della psicosomatica. Ha pubblicato più di quaranta lavori scientifici originali e una decina di volumi sugli stessi argomenti. Negli ultimi vent’anni si è occupato soprattutto di anziani. Ha fondato una società Elderly Project ( 1994-2005 ) a cui è stato affidato l’incarico di impostare, una struttura innovativa per anziani ristrutturando ad hoc una importante villa degli inizi del ‘900 progettata da uno dei più celebri architetti del secolo scorso. Sono stati quattro anni di intenso lavoro e studio e alla fine è nata una struttura polifunzionale, innovativa. Le conoscenze acquisite in questo ambito sono state alla base del conferimento di diversi incarichi. E’ stato membro di una commissione Aler per la valutazione di strutture dedicate agli anziani. E’ stato direttore di un Master in psicogeriatria per l’Ordine degli Psicologi della Lombardia , ha ricevuto dal Politecnico di Milano la proposta per una docenza che riguardav il costruire per gli anziani. Attualmente è responsabile del servizio di psichiatria nelle RSA del Comune di Milano e prosegue con grande soddisfazione la sua attività privata come psichiatra, che integra conoscenze acquisite in più di 40 anni di carriera con le più attuali conoscenze provenienti dal mondo scientifico occidentale, sia in campo farmacologico che psicoterapeutico.

E’ già venuto il tempo per un’ultima sfida: una struttura sanitaria per post-acuti con caratteristiche uniche di biocompatibilità. Concentreremo in questa struttura il meglio che attualmente offre il mercato nel campo del costruire sano e cercheremo di far incontrare la struttura edilizia con metodi assolutamente innovativi ed efficaci di trattamento. Sarà una struttura di cura e di ricerca unica in europa.